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A Cefalù, allo Spinito, la Festa di San Pio da Pietrelcina 2025

A Cefalù, allo Spinito, la Festa di San Pio da Pietrelcina 2025

Nel quertiere dello Spinito di Cefalù, presso l’omonima piazzetta dedicata a San Pio da Pietrelcina (via Antonello da Messina), si terrà questa sera,lunedì 23 settembre, la festa liturgica in onore del Santo di Pietrelcina.
La comunità si raccoglierà ai piedi della statua che veglia sul quartiere, segno visibile della devozione popolare che lega indissolubilmente la figura di Padre Pio al cuore dei fedeli.

Il programma prevede alle ore 17.30 la recita del Santo Rosario, mentre alle ore 18.00 la celebrazione eucaristica sarà presieduta da don Pietro Pirajno, parroco della Parrocchia Spirito Santo in Cefalù.

Il magistero di Papa Francesco ha offerto una chiave ermeneutica preziosa per comprendere la figura del frate stigmatizzato, descrivendolo come un “servitore della misericordia”, un uomo che ha fatto della sua vita un sacramento di ascolto e di accoglienza.
Padre Pio, osserva il Pontefice, ha esercitato fino allo sfinimento l’apostolato dell’ascolto: le sue giornate, scandite dal ministero della Confessione, sono state un’immersione costante nella fragilità umana, da lui accolta come offerta da innalzare a Dio. In tal senso egli si pone come figura paradigmatica di ciò che i Padri della Chiesa chiamavano “medicus animarum”: un medico delle anime, che guarisce non con rimedi propri ma lasciandosi interamente attraversare dalla grazia di Cristo crocifisso.
Il suo esempio illumina le parole giovannee del quarto Vangelo: “amò i suoi sino alla fine” (Gv 13,1). L’amore radicale di Cristo, che si dona fino al compimento, trova in San Pio una traduzione concreta, capace di trasformare il dolore in offerta e la fragilità in canale di misericordia. La piccola goccia del sacrificio personale è divenuta – come afferma Papa Francesco – un grande fiume di misericordia, che continua a irrigare i deserti interiori del nostro tempo.

Celebrare San Pio nello spazio quotidiano di una piazzetta di quartiere, lontano dai clamori delle grandi basiliche, significa riconoscere la forza del santo “vicino al popolo”. Come Gregorio Magno ricordava a proposito del ministero pastorale (Regula Pastoralis II, 5), il vero pastore è colui che sa condividere la vita del gregge, adattandosi ai più semplici e guidandoli con la carità più che con l’autorità.

Così, la devozione popolare a Cefalù non è mera espressione devozionale, ma annuncio vivo: San Pio resta un testimone che invita la Chiesa a farsi “casa dell’ascolto”, luogo in cui ogni ferita possa essere portata davanti al Crocifisso e trasformata in speranza.

Giacomo Sapienza

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