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Parnassius apollo siciliae, nuove osservazioni sulle Madonie per proteggere una specie unica

Parnassius apollo siciliae, nuove osservazioni sulle Madonie per proteggere una specie unica

Tra le ricchezze naturalistiche più rare del Parco Naturale Regionale delle Madonie c’è una piccola farfalla simbolo dell’evoluzione e dell’isolamento degli ecosistemi montani siciliani: la Parnassius apollo siciliae. Si tratta della sottospecie siciliana dell’Apollo, un autentico “relitto glaciale” che ha trovato sulle montagne madonite il suo unico habitat nell’isola e una delle popolazioni più isolate dell’intero areale europeo della specie. La presenza di questa farfalla conferisce alle Madonie un valore scientifico di particolare rilievo. La specie è infatti inserita tra quelle tutelate dalle convenzioni internazionali di Berna e Washington, a conferma della necessità di preservarne gli ambienti naturali. A studiarne lo stato di conservazione sono stati i ricercatori Sara Chiarello, Bruno Massa e Antonio Spinnato, impegnati in un programma di monitoraggio promosso dall’Ente Parco delle Madonie. L’obiettivo è raccogliere dati utili a comprendere l’andamento della popolazione e individuare eventuali misure di tutela. La Parnassius apollo siciliae presenta caratteristiche distintive rispetto alle popolazioni presenti in altre aree europee: gli esemplari siciliani sono generalmente più piccoli, con un’apertura alare compresa tra 55 e 72 millimetri, e mostrano sulle ali posteriori i tipici ocelli con nucleo bianco circondato da un anello rosso. Il suo ciclo vitale è strettamente legato agli ambienti d’alta quota. La farfalla vive tra i 1.500 e i 1.800 metri, sui versanti rocciosi e soleggiati che si trovano oltre la fascia dei faggi. Fondamentale per la riproduzione è la presenza delle Crassulaceae, in particolare delle specie Sedum album e Sedum tenuifolium, utilizzate come piante nutrici dalle larve. Dopo la fase invernale trascorsa sotto forma di uovo, le larve riprendono l’attività con l’arrivo della primavera, mentre gli adulti compaiono generalmente dalla fine di giugno, con il periodo di maggiore presenza nelle prime settimane di luglio. Il monitoraggio del 2026 ha fornito informazioni importanti. Nel mese di giugno i ricercatori hanno censito e mappato la distribuzione delle piante nutrici, evidenziandone una presenza frammentata. Successivamente, nella prima metà di luglio, sono stati effettuati i rilievi sugli esemplari adulti, integrati con osservazioni di altri studiosi raccolte attraverso la piattaforma iNaturalist (a cui si rimanda per maggiori dettagli). Il risultato più significativo è arrivato il 10 luglio da Monte Carbonara, dove sono stati osservati circa 40 individui suddivisi in diversi gruppi. Secondo gli autori della ricerca, si tratta della segnalazione più numerosa degli ultimi anni e di un dato che conferma la capacità della popolazione di mantenersi vitale, pur in presenza di elementi di criticità. La specie resta infatti esposta agli effetti dei cambiamenti ambientali. Tra le principali minacce individuate figurano l’alterazione degli habitat montani, le variazioni climatiche e la riduzione delle piante nutrici, quest’ultima collegata anche al pascolamento del daino (Dama dama). Le prossime fasi dello studio saranno orientate alla valutazione quantitativa delle popolazioni di Sedum e alla possibile realizzazione di piccole aree protette attraverso recinzioni mirate, con l’obiettivo di limitare l’impatto del pascolamento e favorire la conservazione dell’habitat. Per il presidente dell’Ente Parco delle Madonie, Giuseppe Ferrarello, il lavoro dei ricercatori rappresenta un contributo importante: la conoscenza scientifica diventa infatti uno strumento essenziale per proteggere e valorizzare un patrimonio naturale unico nel Mediterraneo. La tutela della Parnassius apollo siciliae non riguarda soltanto la conservazione di una specie rara, ma anche la salvaguardia degli equilibri ecologici delle alte quote madonite, dove ancora oggi sopravvive una testimonianza straordinaria della storia naturale della Sicilia.

Per approfondimenti su questa ricerca è possibile consultare il sito ufficiale www.enteparcodellemadonie.it o le pagine social dell’Ente.

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